Ricerche Universitarie

Ufficio Stampa Citozeatec 10 Maggio 2018

E' stata pubblicata sulla rivista Science - Cancer Research Journal la ricerca sul ruolo fondamentale degli integratori sequenziati da enzimi in pazienti oncologici affetti da carcinoma prostatico.

Correlazioni tra la somministrazione di integratori alimentari con spiccate proprietà antiossidanti e parametri clinici nei pazienti con carcinoma della prostata.

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Correlations Between Administration of Food Supplements with Marked Antioxidant Properties and Clinical Parameters in Patients with Prostate Carcinoma

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LA RIVOLUZIONE DI CITOZYM
RIDUZIONE IPERPLASIA PROSTATICA

 

 

Teresa 02 Maggio 2018

Introduzione
Per studiare l'effetto di un agente antineoplastico i modelli attualmente utilizzati sono di due tipi: colture cellulari tumorali e modelli animali. Ambedue questi modelli sperimentali pur essendo significativi e compatibili con il processo tumorale che si svolge nell’individuo, presentano alcune limitazioni. La possibilità di ricreare sperimentalmente le condizioni che si attuano nell’individuo colpito da tumore possono essere ricreate per mezzo dell’organo coltura. In queste condizioni viene mantenuto l'ambiente nel quale il tumore si sviluppa. Tale possibilità si attua coltivando il tumore utilizzando una matrice di gel di collagene. Il vantaggio di utilizzare colture del tumore solido è che il microambiente tumorale rimane intatto durante l'esperimento . Così , tutti i fattori che possono influire sulla funzionalità, quali le interazioni cellula-cellula , interazioni cellula-matrice e fluido interstiziale all'interno di questo ambiente tridimensionale , vengono conservati (Varani, J., M.K. Dame, K. Wojno, L. Schuger, and K.J. Johnson. 1999. Characteristics of nonmalignant and malignant human prostate in organ culture. Lab. Invest. 79:723–731 ) . In conclusione lo studio proposto darebbe indicazioni utili grazie alla coltura di biopsie tumorali al fine di mantenere ed evidenziare le caratteristiche istologiche / istochimiche che contraddistinguono il tessuto non maligno da quello maligno e l’effetto di un trattamento antineoplastico.

1. Metodica sperimentale
1.1 Organi bersaglio: Da topi del ceppo C57BL/6 inoculati con cellule B16-F10, secondo una metodica pubblicata (Di Giacomo G, Lentini A, Beninati S, Piacentini M, Rodolfo C. In vivo evaluation of type 2 transglutaminase contribution to the metastasis formation in melanoma. Amino Acids. 2009,36(4):717-24) e mantenuti in alimentazione controllata, sono stati rimossi gli organi bersaglio (polmone e fegato). Le autopsie sull’animale effettuate dopo circa 60 giorni dall’inoculo hanno evidenziato la presenza di un numero elevato di metastasi in particolare nel polmone, L’organo è risultato completamente ricoperto di metastasi ricche di melanina (Figura 1). Il fegato ha presentato evidenti segni di degradazione da ipossia.


FIGURA 1

1.2. Inoculo intramuscolo: La linea cellulare murina melanoma B16-F10 è comunemente utilizzato per valutare in vivo la formazione di tumori e metastasi in topi C57BL / 6 . Questa linea cellulare singenica è stata utilizzata per ottenere tumori primari solidi quando iniettata sottocute negli animali. Per valutare la formazione di tumori primari , C57BL / 6 topi sono stati inoculati nella zampa posteriore destra con cellule di melanoma murino B16-F10. Il tumore solido si è sviluppato rapidamente in 15 giorni (Figura 2.A) per poi espandersi (Figura 2.B) e raggiungere in 60 giorni un volume 5 volte maggiore di quello iniziale.

3. Metodica di indagine

3.1 Organo colture
Dagli espianti delle masse tumorali sono state effettuate sezioni di 100-120 - mm3 . Dopo la rimozione dei tessuti necrotici , campioni degli organi bersaglio (1.) o di massa tumorale (2.), sono stati sezionati in pezzi di 2-3 - mm3 e posti su spugne di collagene “presoaked” ( Johnson & Johnson ) RPMI 1640 completo (RPMI 1640 con 10 % FCS , 1 % di L- glutammina , 1 % di penicillina / streptomicina , 1 % di amminoacidi non essenziali , e 1 % piruvato di sodio). Le colture sono state trsaferite in piastre da sei pozzetti e 3 ml di mezzo sono stati aggiunti a ciascun pozzetto per raggiungere la parte superiore del gel immergendo i campioni. Le colture sono state incubate a 37 ° C , in atmosfera umidificata al 95 % di aria e 5 % CO2 . I campioni sono stati trattati con , fitoemoagglutinina ( 1 mg / ml ; Sigma - Aldrich ) o forbolo miristato acetato ( 50 ng / ml ; Sigma - Aldrich ) più ionomicina ( 0,5 mg / ml ; Sigma - Aldrich) , con o senza IL- 2 ( 100 UI / ml ; Chiron Corp. ). N - idrossi - L - arginina ( 0,5 mM ; Cayman Chemical) e L - NMMA ( 0,5 mM ; Cayman Chemical).


3.2 Indagine istologica
I campioni di organo tumorale di controllo e trattati sono stati fissati in liquido di Bouin per gli studi microscopici. Le microsezioni di paraffina sono state colorate con ematossilina e eosina, per esaminare l’estensione dell’angiogenesi, l’invasione, la migrazione e la proliferazione delle cellule tumorali.

3.2 Trattamento degli organi
Gli organi (polmone, fegato e tumore da inoculo intramuscolo) sono stati coltivati in presenza di Citozym* diluito nelle piastre di coltura 1:2 e 1:4 e i valori ottenuti confrontati con il controllo (polmone, fegato e tumore da inoculo intramuscolo trattati con Tampone fosfato salino - PBS).
*sterilizzato per filtrazione a 0.2 μm.

4. Risultati
4.1 Organo coltura del fegato invaso da metastasi
La coltura del fegato di topo, invaso da metastasi è ottenuto da inoculo splenico di cellule di melanoma murino del ceppo B16-F10, non ha permesso di poter valutare l’azione del Citozym in coltura d’organo. I problemi incontrati si presume derivino dal fatto che l’organo in coltura conserva le proprie capacità detossificanti, metabolizzando molto rapidamente i componenti dell’integratore. L’analisi biochimica del mezzo di coltura durante l’incubazione, ha evidenziato la sintesi di urea, ammoniaca, aldeidi e chetoni (Figura 3). Si presume che questi cataboliti possano ovviamente agire da agenti citotossici. Si richiede una ulteriore indagine per poter discriminare l’effetto tossico da quello antiproliferativo. Inoltre è molto importante poter escludere che tale potenziale effetto tossico non sia presente anche nelle colture di polmone e di massa tumorale da inoculo intramuscolare.

FIGURA 3


4.2 Organo coltura del polmone invaso da metastasi
Il trattamento del polmone con metastasi, ottenuto con inoculo nella vena caudale dell’animale di cellule di melanoma murino della linea B16-F10, ha permesso di porre in coltura un organo invaso


da un numero elevato di metastasi trattato per 60 giorni con una soluzione di Citozym 1:4 (una parte di Citozym disciolto in 3 parti di mezzo di coltura).. La concentrazione 1:2 (una parte di Citozym disciolto in una parte di mezzo di coltura) è stata scartata a causa di problemi con l’ossigenazione dell’organo stesso. L’ipossia del tessuto trattato potrebbe derivare dall’elevata viscosità del mezzo di coltura. Risulta evidente la regressione del numero di metastasi nel polmone trattato, rispetto all’organo non trattato (Figura 4). E’ necessario considerare che il polmone viene prelevato dall’animale dopo 21 giorni dall’inoculo nella vena caudale, in maniera da permettere la completa invasione. Questo viene posto in coltura utilizzando un mezzo nutritivo, ossigenando il tessuto in presenza di Citozym.

FIGURA 4

4.3 Organo coltura del tumore ottenuto dall’inoculo intramuscolare
Il trattamento della massa tumorale da inoculo intramuscolare sul topo C57BL / 6 con il Citozym alle due concentrazioni usate, ha evidenziato una riduzione drastica del volume del tumore rispetto al controllo non trattato (Figura 5). Si sottolinea il fatto che non è stato trattato l’animale per via orale ma direttamente la massa tumorale in coltura con l’integratore presente nel mezzo di coltura alla concentrazione di 1:4. Anche in questo caso la concentrazione 1:2 è stata scartata a causa di problemi con l’ossigenazione dell’organo stesso. L’ipossia del tessuto trattato potrebbe derivare dall’elevata viscosità del mezzo di coltura.


 FIGURA 5
Dalla Figura 5 si evince che la proliferazione cellulare della massa tumorale, quando confrontata con il controllo non trattato e mantenuto in PBS, è fortemente rallentata dal trattamento, mantenendosi il volume dell’organo molto simile anche dopo 60 giorni di coltura. Il vantaggio della coltura d’organo deriva dal fatto che i principi attivi del Citozym possono facilmente raggiungere le cellule che compongono la massa tumorale, senza subire la degradazione nel sistema gastroenterico. E’ proprio questa degradazione, che fino ad oggi non ha permesso di evidenziare la potenziale azione antineoplastica del Citozym. I dati ottenuti dall’indagine istologica hanno permesso di evidenziare anche una potente azione antiangiogenica. I dati sono stati ottenuti valutando diversi parametri, come il volume, il peso (Figura 6), l’angiogenesi e il grado di necrosi del tessuto. Tutti questi parametri sono risultati ridotti sensibilmente


5. Conclusioni
Dai risultati ottenuti si possono evincere due conclusioni interessanti. Il Citozym possiede potenziali caratteristiche antiproliferative, come dimostrato dal mancato sviluppo della massa tumorale in coltura (paragrafo 4.3) rispetto al controllo. Infatti nel tumore ottenuto inoculando cellule della linea B16-F10 nel muscolo della zampa posteriore di un topo singenico, il Citozym riesce a ridurre drasticamente il volume e il peso della massa tumorale (vedi Figura 5 e 6), influenzando anche l’angiogenesi, proprietà che potrebbe spiegare l’attività antiproliferativa (dati non mostrati). Il modello dell’invasione del polmone (paragrafo 4.2), ha permesso invece di evidenziare una riduzione del numero di metastasi durante la coltura d’organo in presenza di Citozym nel mezzo di coltura (Figura 4). Questo dato evidenzia una potenziale capacità di riduzione delle metastasi, che potrebbe, con l’estensione delle ricerche, suggerire l’uso di questo integratore come ausilio ai farmaci antimetastatici. Purtroppo il modello epatico (paragrafo 4.1) non ha dato i risultati previsti, a causa della probabile formazione di agenti tossici, identificati come urea, ammoniaca, aldeidi e chetoni (Figura 3). Il suggerimento che scaturisce è quello di poter migliorare il modello, riducendo il catabolismo epatico e proteggendo l’epatocita da eventuali agenti ossidanti. A tal fine e per poter rendere pubblici i risultati, con una pubblicazione scientifica da sottoporre alla comunità scientifica, si propone l’estensione della ricerca sul fegato, ma anche su gli altri due organi in coltura, per poter escludere la possibilità che i dati ottenuti siano realmente dovuti all’azione del Citozym e non a tossine prodotte durante la coltura. Quest’ultima osservazione potrebbe rendere difficile la pubblicazione in quanto i revisori della pubblicazione potrebbero sollevare critiche al protocollo sperimentale adottato. Si allega a tal fine una proposta di preventivo di spesa supplementare che potrebbe risolvere il problema e produrre una relazione scientifica valida e quindi pubblicabile. Deve essere sottolineata l’utilità del modello organo coltura, poiché riduce drasticamente tutte quelle variabili presenti nell’organismo nella sua interezza. Tali variabili possono influenzare negativamente i risultati. E’ sufficiente considerare come esempio, l’attraversamento dell’ambiente gastrico da parte dei componenti del Citozym. Tale ambiente potrebbe catabolizzare alcuni dei principi attivi dell’integratore riducendone l’efficacia. Non ultimo, anche l’inoculo del prodotto per via ematica o intraperitoneale, potrebbe far scaturire l’azione protettiva del sistema immunitario, con conseguenti mutamenti nella composizione del prodotto. L’organo coltura evita questi problemi evidenziando la reale azione dell’agente in studio.


5.Proposta di completamento dello studio
In riferimento ai risultati sopradescritti si propone alla Spett. Citozeatec srl di proseguire la sperimentazione per verificare che i principi attivi del Citozym, restino integri durante i trattamenti.
A tal fine si propone un approfondimento della sperimentazione per il completamento dello studio dell’organo epatico . Inoltre è necessario il controllo del destino dei componenti dell’integratore.
Infine deve essere ripetuta la coltura epatica, per ridurre la probabile ipossia e evitare l’azione detossificante dell’organo.

Ufficio Stampa Citozeatec 19 Aprile 2018

Micronutrienti multipli utilizzati nella perfusione di espianti di fegato umano
Invaso da epatocarcinoma ( HCC) - riduce la proliferazione delle cellule tumorali inibendo lo stress ossidativo

Torricelli Piera1,Antonelli Francesco2,Ferorelli Pasquale2,De Martino Angelo2,Shevchenko Anna 3, Siciliano Alberto 2and Beninati Simone2. 1Department SPES, University of Molise, Campobasso, Italy,
2University of Tor Vergata, Department of Biology, Rome Italy,
3People’s Friendship University of Russia, Moscow, Russia.
Email adress:
beninati@bio.uniroma2.it(Beninati S)
To cite this article:
Torricelli P, Antonelli F, Ferorelli P, De Martino A, Shevchenko A, and Beninati S.,Perfusion with multiple micronutrients supplement of explants of HCC-invaded human liver reduces proliferation of cancer cells by Inhibition of oxidative stress.. Cancer Research Journal August 4, 2016;
Research Journal. Vol. 4, No. 5, 2016, pp. 69-72. doi: 10.11648/j.crj.20160405.11
Received: August 4, 2016; Accepted: August 26, 2016; Published: September 21, 2016
ABSTRACT
L’organo perfuso che viene utilizzato per la chemioterapia perché permette la somministrazione del chemioterapico in un modo più efficace
“somministrazione sistemica”.
Il tumore è esposto ad una maggiore concentrazione del farmaco, mentre i tessuti normali anche se sensibili all'azione tossica vengono risparmiati per la tecnica della perfusione isolata.
Le neoplasie fatali osservati nell'uomo si verificano soprattutto nella zona addominale del corpo, lo sviluppo di una tecnica clinicamente applicabile per la perfusione di questa zona potrebbe essere l’ideale.
La presente relazione riguarda gli studi di laboratorio effettuati per la perfusione epatica in cui i risultati ottenuti ci hanno permesso di evidenziare l’azione antitumorale del Citozym, prova preliminare, del
 meccanismo di attività antineoplastica di Citozym che si esprime nella riduzione dello stress ossidativo.
Parole chiave: antiossidanti, perfusione di organi, lo stress ossidativo, metastasi epatiche, epatocarcinoma.
Introduzione
  I modelli espianto di organi offrono diversi vantaggi , pertinenti a studi di meccanismi fisiopatologici ,come ad esempio l’età, la secrezione, la differenziazione, e lo sviluppo di tumori . Organi o piccoli espianti rimossi
 in vivo e messi in coltura per lunghi periodi, una particolare attenzione è rivolta alla composizione del terreno di coltura , la selezione del substrato , l'incubazione, del tessuto umano ottenuto da autopsia o un intervento chirurgico , ulteriore attenzione deve essere rivolta alla gamma post mortem , come la temperatura , l'umidità e la causa di morte. Nel nostro laboratorio, abbiamo utilizzato colture di organi da espianto invasi da tumoli maligni per determinare le possibilità di azione diretta degli agenti antineoplastici , in un ambiente mobile , caratterizzato da vari tipi di cellule e tessuti di un organo per studiare l'azione antineoplastica in vivo , di un integratore alimentare , disponibile in commercio come Citozym , che ha messo in evidenza una potenziale azione protettiva.
(Vai su Ricerca e pubblicazione)
http://www.citozeatec.it/studi-citozeatec/2017-02-14-14-22-57/791- carcinoma-epatico.html
Questo lavoro si basa su di uno studio di perfusione diretta a livello
 addominale – viscerale, per evitare la degradazione gastrica delle molecole attive , utilizzando come bersaglio direttamente l'organo affetto da cancro. tale test dovrebbe fornire nuove evidenze dell'elevata efficacia dell'agente somministrato direttamente in circolo ed essere molto più attivo rispetto alla somministrazione orale . Noi crediamo che questi test saranno importanti per proporre in futuro un trials clinico sulla base dei nostri precedenti esperimenti , condotti su fegato di topi C57BL / 6, il terreno di coltura utilizzato per gli espianti per la perfusione di fegato umano invaso da epato - carcinoma è arricchito con una concentrazione del 15% di Citozym.

 Il fegato in grado di ripristinare l’energia durante la perfusione è in relazione sia con il tempo di conservazione che con lo stato nutrizionale del donatore , e la soluzione di conservazione utilizzata .
Tuttavia , ci sono alcuni elementi che aiutano il fegato a preservare l’accumulo di energia , queste possono essere farmaci o metaboliti utilizzati , che vengono aggiunti per mantenere ad es. l’accumulo di glicogeno durante il tempo di conservazione , e permettono all'organo di ripristinare la sua energia durante perfusione .
Abbiamo potuto sperimentare che la soluzione di Citozym è altamente antiossidante e ricca di elementi essenziali per il metabolismo della cellula
 ed è in grado di proteggere il fegato , riducendo fortemente lo stress ossidativo durante la perfusione .
Lo stato funzionale e la vitalità cellulare possono essere controllati attraverso la valutazione dei livelli di lattato deidrogenasi (LDH) l’ LDH è coinvolta nella fase di iniziazione del metabolismo del tumore. Le cellule tumorali si basano su l’aumentata attività della glicolisi conseguente ad un aumento della produzione di lattato invece che alla respirazione aerobica a livello mitocondriale anche in condizioni di ossigeno sufficienti.
Questo stato della glicolisi fermentativa è un meccanismo che permette alle cellule tumorali di convertire la maggior parte della loro disponibilità di glucosio in lattato a prescindere dalla disponibilità di ossigeno, spostando l'utilizzo dei metaboliti del glucosio dalla normale produzione di energia per la promozione della crescita delle cellule ed aumentata replicazione.
Per questo motivo, l’inibizione dell’attività dell’ LDH A è stata identificata come un bersaglio promettente per i trattamenti contro il cancro incentrata prevalentemente sulla prevenzione dell’origine delle cellule cancerogene.
 Lo scopo della nostra ricerca è quello di effettuare studi su organi interi, quindi espianti di fegato interi in perfusione per testare l'eventuale miglioramento del potenziale antineoplastico del Citozym utilizzato per il trattatamento per diversi giorni.
protocollo sperimentale
2.1.Patients
Quattro fegati di pazienti donatori con un'età media di 59 anni (range 52- 68 anni);, colpiti da epatocarcinoma (HCC) sono stati espiantati con lesioni prima dell'intervento e / o dopo l'intervento. I campioni sono stati

 considerati come surplus di surgicaltissueand donare dal Prof. Kisinawa (Chiba Clinica, Chiba, Ja-pan)). Due fegati espiantati sono stati testati in perfusione con il 15% di CIZ, e due espianti di fegato sono stati perfusi con la stessa perfusione senza CIZ, ma con il 15% di saccarosio. Le procedure sperimentali sono state condotte secondo i principi espressi nella Dichiarazione di Helsinki. culture 2.2. fegato e perfusione.
Gli organi espiantati sono stati istologicamente definiti come invasi da carcinoma epatocellulare in fase III C (fasi BCCG), soluzione salina (PBS 2%) e posti in coltura in presenza di ossigenazione continua. I Fegati espiantati erano immersi in un mezzo privo di siero definita e incubato per
 10 giorni a 37 ° C in una camera umidificata (5% C02). perfusione media composizione senza siero è stato DMEM / F12 supplementato con 15 mm HEPES, bicarbonato di sodio 45 mm (pH 7,45) e transferrina 6 mm, il selenio 7 mm, l'insulina 8 mm, triiodotironina 2 mm di prostaglandina E1 6 mm e 100 UI / ml di penicillina e 100ug / ml di streptomicina, senza fungicida. Gli espianti di fegato sono stati perfusi con il mezzo privo di siero realizzata con il 15% Citozym, mentre è stato trattato il gruppo di controllo con 15 % di saccarosio ( Figura 1 ) . il mezzo di perfusione è stato cambiato ogni 2 giorni . Il Citozym è stato ottenuto da Citozeatec , S.r.l. ( Peschiera Borromeo , Milano , Italia) .Le principali componenti del CIZ sono i seguenti ( unità / 100 g ) : 500 mg di vitamina C ; 56 mg di vitamina B5 , 56 mg di vita- min D ; 3,3 mg di vitamina B9 ; 222 mg di acido piruvico , 120 mg di acido citrico , 250 mg di acido tartarico e 77,8 g di auto - bohydrates .
2.3Test Biologici
Il rilascio di lattato deidrogenasi (LDH) dal fegato nel mezzo, è stato
  considerato come marker di danno cellulare. Le aliquote del mezzo di perfusione (1 mL) ogni due giorni e testati per LDH. Il test è stato effettuato utilizzando il Mem-brane integrità Assay Kit Cito Tox-ONE TM (Promega, Madison, Stati Uniti d'America). La fluorescenza dei campioni è stata letta a λ590ex e λ560em. La valutazione dei livelli di due rappresentative CIZ compo-nenti di espianto del fegato colta è stata effettuata analizzando la quantità di acido ascorbico e colecalciferolo, come marcatori, in aliquote del parenchima epatico di espianto da HPLC meth-ODS [5,6].
2.4. analisi istopatologiche e immunoistochimiche

 Durante i 10 giorni di perfusione in paraffina le sezioni di biopsie di fegato espiantati sono stati preparati utilizzando le procedure di routine per gli esami istopatologici e immunoistochimica-chimici.
Quattro sezioni in micron di spessore di forma-lin-fissi e fegati inclusi in paraffina sono stati preparati e colorate con ematossilina eosina per istopatologia. La molteplicità delle lesioni epatocellulari chiamati foci di alterazione cellulari sono stati valutati su una area (/ cm2) base e determinata secondo i criteri descritti da Frith et al. [7]. Il nome numero 2014; X (X): XX-XX 3
 3. Risultati
Abbiamo dimostrato che espianti di fegato perfuso ed in coltura per più di una settimana (10 giorni).invasi da HCC, ottenuti da donatori trapiantati sono sufficientemente validi come già riferito [8].
Due componenti principali di CYZ (vitamina C e D) sono stati assorbiti dagli espianti in quantità variabili.
Il peso degli espianti dei fegato tracciati con il peso della massa HCC, ha mostrato una riduzione del 50% del volume totale nei campioni perfusi con il 15% CIZ per 10 giorni (Figura 2a). I livelli di LDH, rilasciati nel mezzo di perfusione sono aumentati in saccarosio durante i 10 giorni di perfusione con CIZ, evidenziando la buona vitalità di espianti di fegato (Figura 2b).
L'esame microscopico dei tessuti tumorali hanno dimostrato che le strutture epatiche normali erano state distrutte da invasione delle cellule tumorali.
I ROS Reattive specie dell’ossigeno (ROS) svolgono un importante ruolo
 nel cancro infatti il loro accumulo eccessivo lo può promuovere [9] .
Al contrario delle cellule normali, producono aumenti di una difesa antiossidante giocando un ruolo cardine nel mediare l’apoptosi cellulare e la regolazione dello sviluppo di aterosclerosi [10], mentre NADPH ossidasi è una delle principali fonti di produzione di ROS vascolari, come il complesso enzimatico della NADPH ossidasi sono considerati una delle principali fonti di formazione di anione superossido [11] .Inoltre, NADPH ossidasi è anche fortemente coinvolto nella apoptosi endoteliale [12]
I nostri risultati indicano che CIZ sopprime la produzione di ROS, che aiuta a chiarire il meccanismo di base per l'effetto antineoplastico

 Figura 2.
Discussione
L’epatocarcinoma (HCC) è stato caratterizzato come un cancro da infiammazione cronica e gli studi di modelli animali di carcinoma epatico indotto chimicamente hanno rivelato il ruolo cruciale di segnalazione infiammatoria a l'insorgenza della malattia e la gravità [ 13 ] Abbiamo utilizzato questo modello per studiare l’attività antiinfiammatorie , anti – ossidazione, e proprietà anticancro [ 14 ] . 4 Autore Titolo Nome et al .:
Il Citozym contiene molteplici fattori attivi , è un integratore alimentare di
 micronutrienti . Recentemente si è dimostrato utile nel ridurre i sintomi di diverse malattie , come la cirrosi epatica , la steatosi e l’iperplasia prostatica benigna [ 15-17 ] . Il ruolo della induzione di stress ossidativo come il meccanismo di azione di molti farmaci antitumorali sta acquisendo un crescente interesse . In tali casi , il successo della terapia antitumorale può essere condizionato dalle componenti antiossidanti presenti nel nostro corpo , (che può essere endogena ) o supplementi nutrizionali esogeni . Sebbene le cellule possiedono una grande repertorio di enzimi e antiossidanti , talvolta questi agenti sono insufficienti per normalizzare lo stato redox prodotto da uno stress ossidativo intenso [ 15 ] In
questi casi , i supplementi antiossidanti esogeni possono essere necessari per ripristinare l' omeostasi redox cellulare [ 16 ] E 'stato suggerito che la supplementazione di antiossidanti può essere utilizzata contro con lo sviluppo di alcune malattie o che può invertire sullo stress ossidativo prodotto durante il loro corso . Nella zona di nostro interesse , cioè , il cancro , gli antiossidanti stanno acquisendo una grande importanza.
E 'stato riportato che gli antiossidanti possono prevenire il cancro a causa dei loro effetti sullo stress ossidativo [ 17 ] Abbiamo recentemente
 riportato che CIZ , protegge C57BL6 / N topi da melanoma cancerogenesi quando prima delle fasi di iniziazione e di promozione di melanoma [ 18 ] I vari componenti del CIZ , possono agire sinergicamente , amplificando gli antiossidanti e l’attività antineoplastica di molecole come l'acido piru - vico , vitamina C (acido ascorbico) , e D3.
( Colecalciferolo ) e B5 (acido pantotenico ) e B9 complesso (acido folico)
I nostri risultati indicano chiaramente che CIZ sopprime la produzione di ROS , che sono noti per essere coinvolti nella migrazione e l'invasione delle cellule tumorali , in espianti di fegato HCC - invaso può fornire una

visione nuova dei meccanismi sottostanti all' attività antineoplastica di questi molteplici integratori di micronutrienti.
Figura 3.
Riduzione dei ROS in percentuale di attività durante il trattamento di espianti di fegato trattati con il 15 % CIZ come riportato in Materiali e Metodi e confrontato con l'attività di controllo.
Ringraziamenti
Siamo grati a A.I.A.S. L'Italia , per il sostegno finanziario per lo studio
 
della possibilità di terapie alternative per il cancro e il Prof. Kisinawa per il dono tipo di campione di fegato come surplus di tessuto chirurgico.
Referenze
[1] B. Uttara, A. V. Singh, P. Zamboni, and R. T. Mahajan,
“Oxidative stress and neurodegenerative diseases: a
review of upstream and downstream antioxidant therapeutic options. Current Neuropharmacology, 2009; 7(1): 65–74
[2] R. Dutta and B. D. Trapp, “Pathogenesis of axonal and neuronal damage in multiple sclerosis. Neurology. 2007;68 (22): S22–S31.
[3] H. S. Mickel, “Multiple sclerosis: a newhypothesis. Perspec-tives in Biology and Medicine. 1975;18 (3): 363–374.
[4] H. T. Besler and S. Comoglu. Lipoprotein oxidation, plasma total antioxidant capacity and homocysteine level in patients with multiple sclerosis. Nutritional Neuroscience. 2003; 6 (3):189–196.
[5] J. A. Black, J. Newcombe, B. D. Trapp, and S. G. Waxman,
Sodium channel expression within chronic multiple sclerosis
Plaques. Journal of Neuropathology and Experimental Neurology. 2007; 66 (9): 828–837.
[6] A. Ames III. CNS energy metabolism as related to func tion. Brain Research Reviews. 2000; 34 (1-2): 42–68.
[7] H. Andrews, K. White, C. Thomson et al. Increased axonal mitochondrial activity as an adaptation to myelin deficiency in
the shiverer mouse. Journal of Neuroscience Research. 2006;83 (8): 1533– 1539.

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